Poggio alla Malva e i Medici

Terra del Rinascimento…

Non distante da Villa La Malva il Granduca di Toscana Ferdinando I fece costruire, affidandone il progetto all’architetto di corte Bernardo Buontalenti (1596) in ideale posizione panoramica, la villa che da lui prende il nome (chiamata pure dei “cento camini” per via di una serie di comignoli di forme e fogge volutamente diversificate).

 

La dimora si caratterizza all’esterno per la sua eleganza ed apparente semplicità con lo scenografico scalone di accesso a doppia rampa (portato a termine, su disegno originale del Buontalenti, solo nel 1930 dalla Contessa Carolina Maraini). Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico ambiva a fare di queste terre il suo capolavoro: una sintesi perfetta tra architettura ed ambiente secondo i canoni vitruviani; e proprio queste colline ispirarono il Magnifico in uno dei componimenti più importanti del Rinascimento italiano:

 

Quant’è bella giovinezza

che si fugge tuttavia:

chi vuol esser lieto, sia,

di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arianna,

belli , e l’un dell’altro ardenti:

perché’l tempo fugge e inganna

sempre insieme stan contenti (.)

Questi lieti satiretti,

delle ninfe innamorati,

per caverne e per boschetti

han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati,

ballon, salton tuttavia.

 

Sono i versi della Canzone di Bacco composta nel 1490.

All’interno la Villa dispone di cinquantasei sale articolate in uno stravagante percorso : dopo la sala d’ingresso , il vasto salone dell’orso è preceduto da una raffinata cappellina , le sale di Cristina di Lorena e il grazioso ricetto del poggiolo, decoratissimo stanzino da bagno. Gli affreschi della Cappella e della loggetta a ponente sono opera di Domenico Crespi , detto il Passignano. Passata ai Lorena e quindi alla famiglia Maraini, la villa è ora di proprietà di una Società privata che vi ospita convegni, cerimonie, congressi e manifestazioni di carattere culturale.

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